Ecco le principali novità e incentivi in arrivo con la manovra di 2026.
La bozza della legge di bilancio 2026 delinea una manovra da 18,7 miliardi di euro che riguarda:

NUOVO IPERAMMORTAMENTO 

La deduzione è rivolta alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale e destinati a strutture in Italia.

Gli investimenti ammessi sono in:

  • beni strumentali materiali e immateriali di cui agli Allegati A e B, Legge n. 232/2016, interconnessi al sistema aziendale. Rientrano anche i beni autoprodotti costruiti in economia, purché rispettino i requisiti Industria 4.0;
  • beni strumentali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

La misura dell’incremento del costo varia in base al valore dell’investimento:

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Le imprese richiedenti devono operare in regime di reddito d’impresa e investire su beni prodotti in Stati UE o SEE effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La misura è finanziata con 240 milioni per il 2026, 800 milioni per il 2027 e 1,5 miliardi per il 2028.

In particolare, per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia solare, sono ammissibili esclusivamente impianti con moduli fotovoltaici prodotti nell’UE che rispettino i seguenti requisiti di efficienza:

  • a)moduli fotovoltaici prodotti nell’UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;
  • b) Moduli con celle fotovoltaiche con efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
  • c) Moduli composti da celle bifacciali ad eterogiunzione o tandem di silicio, con efficienza di cella almeno pari al 24%.

PROROGA DELLE AGEVOLAZIONI ZES E ZLS

La Legge di Bilancio 2026 approva la proroga triennale (dal 2026 al 2028) del credito d’imposta ZES Unica.

La dotazione finanziaria ammonta a:

  • 2.300 milioni di € per l’anno 2026; 
  • 1.000 milioni di € per l’anno 2027; 
  • 750 milioni di € per l’anno 2028. 

Anche il credito d’imposta per le imprese delle Zone logistiche semplificate (Zls) è stesa con 100 milioni di euro annui dal 2026 al 2028. 

Questi strumenti permettono alle imprese che investono in impianti, macchinari o nuove sedi operative situate in aree agevolate di ottenere un credito d’imposta proporzionato al valore dell’investimento.

Per entrambe le misure occorre comunicare in via preventiva all’Agenzia delle Entrate le spese ammissibili tra il 31 marzo e il 30 maggio di ogni anno di riferimento.

NUOVA SABATINI RIFINANZIATA

Il comma 468 della Legge di Bilancio 2026, rafforza la Nuova Sabatini, con un incremento di 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni di euro per il 2027. 

TURISMO E CONTRATTI DI SVILUPPO

Sarà introdotta una riforma delle concessioni degli incentivi per l’offerta turistica. A breve infatti, il Ministero del turismo pubblicherà i criteri e le condizioni per l’erogazione di misure che promuovo la digitalizzazione dell’ecosistema turistico e la destagionalizzazione dei flussi.

Al fine di sostenere la modernizzazione delle imprese del settore turistico,  la manovra 2026 stanzia 50 milioni annui per il triennio 2026-2028 sottoforma di contributi a fondo perduto.

Inoltre, vengono rifinanziati i Contratti di sviluppo, con risorse pari a 250 milioni di euro per il 2027, 50 milioni di euro per il 2028 e 250 milioni di euro per il 2029. 

FONDO DI GARANZIA PER LE PMI

La Legge di Bilancio 2026 ha posticipato al 31/12/2026 il regime del Fondo di Garanzia per le PMI. Le garanzie previste sono:

50% per le operazioni finanziarie finalizzate al finanziamento delle esigenze di liquidità;
80% per i finanziamenti finalizzati agli investimenti.

L’obiettivo di facilitare l’accesso al credito bancario per investimenti e liquidità. 

CREDITO D’IMPOSTA RICECA E SVILUPPO 

Il Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, è esteso fino al 2031 con un aliquota del 10%. Sono ammissibili spese per il personale, i materiali, consulenze e i contratti di ricerca, con un beneficio fruibile in tre quote annuali in compensazione. Il limite massimo per ciascuna impresa è di 5 milioni di euro.

Inoltre, la Legge di Bilancio prevede l’aumento dell’aliquota al 10% solo per l’anno 2026 per le attività di Design e Ideazione estetica con un limite di 2 milioni di euro e  utilizzabile in un’unica quota annuale.