Approvato dal CDM il 21 novembre 2025. In vigore dal 1° gennaio 2026 Il Governo ha dato il via libera alla riforma più attesa degli ultimi anni per le imprese: il Codice degli incentivi.

Approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del MIMIT guidato da Adolfo Urso, il decreto punta a mettere ordine in un sistema frammentato e complesso.

L’obiettivo è uno solo: rendere più facile, trasparente ed efficiente l’accesso agli aiuti di Stato per le imprese.

Il Codice disciplina in modo organico tutte le fasi: dalla programmazione alla valutazione dei risultati.

Le novità principali:

  1. Bando tipo MIMIT
    Viene introdotto il bando-tipo per uniformare i principali contenuti di tutti i procedimenti di agevolazione. Meno documenti diversi da bando a bando, più regole chiare e uguali per tutti.
    Con il Decreto 18 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 luglio 2026, è stato approvato il Bando-tipo previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 184/2025.
  2. Sistema incentivi Italia
    Potenziamento della piattaforma  e del Registro nazionale degli aiuti di Stato. Diventano il nucleo unico dove imprese e PA dialogano direttamente.
  3. Tavolo permanente Stato-Regioni
    Nasce un coordinamento stabile per evitare sovrapposizioni e rendere gli incentivi più coerenti su tutto il territorio.

Il Codice si applica agli incentivi di competenza del MIMIT con istruttoria di valutazione.

Restano fuori: gli incentivi fiscali automatici come 4.0 e 5.0, gli incentivi contributivi senza istruttoria e le misure in gestione al MEF.

Altri punti chiave:

  • Programmazione triennale: stop agli aiuti “a pioggia”;
  • Valutazione dei risultati: ogni misura dovrà essere monitorata;
  • Requisiti premianti e DURC: più attenzione a regolarità contributiva;
  • Decadenza per delocalizzazione;
  • Riserva per micro e piccole imprese

Il Codice è entrato in vigore il 1° gennaio 2026 e ora  si attende il decreto che riordinerà le numerose misure già operative.