Un nuovo pacchetto di risorse mirate per sostenere gli investimenti, la transizione verde e la competitività della filiera italiana dell’auto.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo in campo una nuova e importante iniezione di liquidità per il settore automotive. Si tratta di uno stanziamento complessivo di 300 milioni di euro dedicato allo strumento dei mini contratti di sviluppo, pensato per accompagnare le imprese della filiera negli investimenti strategici e nei processi di transizione ecologica ed energetica.

La misura arriva a tre mesi dall’adozione del DPCM che ha provveduto a rimodulare le risorse del fondo automotive per il periodo 2026-2030, confermando la volontà del Governo di offrire risposte concrete e flessibili a un comparto nevralgico per l’economia nazionale.

Lo strumento dei mini contratti di sviluppo punta a velocizzare e semplificare l’accesso agli incentivi per le aziende di dimensioni più agili, garantendo al contempo un forte focus su equità territoriale e requisiti di eccellenza d’impresa. L’impianto della misura prevede infatti quattro riserve di risorse mirate a premiare specifiche categorie di aziende:

  • PMI: Una quota del 60% delle risorse è riservata alle piccole e medie imprese, di cui un quarto destinato specificamente alle micro e piccole realtà.

  • Mezzogiorno: Il 40% dei fondi è vincolato a sostegno degli stabilimenti situati nel Sud Italia.

  • Legalità e Parità: Il 10% è riservato alle imprese in possesso del rating di legalità e un ulteriore 10% a quelle certificate per la parità di genere.

Queste riserve non costituiscono semplici criteri di punteggio, ma vere e proprie quote accantonate che permettono alle aziende in possesso dei requisiti di competere in platee dedicate.

La concessione delle agevolazioni sarà deliberata entro 120 giorni dal ricevimento della domanda. Nelle prossime settimane, un apposito decreto direttoriale del MIMIT definirà nel dettaglio le modalità operative per la presentazione delle istanze, i requisiti di accesso e le soglie di investimento.

Per le imprese della filiera automotive si apre dunque una finestra cruciale: farsi trovare preparati – curando aspetti chiave come le certificazioni sulla parità di genere o il rating di legalità – rappresenterà il fattore chiave per cogliere tempestivamente questa opportunità di crescita e trasformazione.