Il Fondo Transizione Industriale torna nel 2026 con una nuova dotazione di 150 milioni di euro, destinata a sostenere gli investimenti delle imprese orientati alla transizione ecologica dei processi produttivi.
La misura è particolarmente interessante per le aziende che stanno programmando investimenti importanti in efficienza energetica, riduzione dei consumi, economia circolare, utilizzo efficiente delle risorse e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Il nuovo sportello 2026 è in fase di attivazione.
Il MIMIT ha annunciato una dotazione di 150 milioni di euro. La quota del 50% delle risorse è destinata alle imprese energivore, mentre almeno il 40% è riservato agli investimenti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Le modalità definitive, le date di apertura dello sportello e le condizioni di accesso saranno però definite con il prossimo decreto direttoriale.
Per questo motivo, le regole della precedente edizione devono essere considerate come un riferimento e non come condizioni già definitive per il 2026.
Il Fondo è rivolto principalmente a programmi di investimento finalizzati al miglioramento delle performance ambientali dei processi produttivi.
I progetti devono avere almeno uno dei seguenti obiettivi:
- maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa;
- uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate.
La misura, quindi, può interessare imprese che stanno valutando un vero e proprio programma di trasformazione del proprio processo produttivo.
Sulla base della precedente disciplina, i programmi di investimento potevano avere un valore compreso tra 3 e 20 milioni di euro e riguardare una singola unità produttiva.
Tra le principali categorie di spesa previste figuravano:
-
impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica;
-
opere murarie e assimilate direttamente funzionali al progetto;
-
impianti per la produzione di energia;
-
software e programmi informatici;
-
brevetti, licenze, know-how e tecnologie innovative;
-
alcune attività di formazione direttamente collegate all’investimento.
Anche questi aspetti dovranno essere verificati alla pubblicazione della disciplina definitiva del nuovo sportello.
Il Fondo prevede un’agevolazione sotto forma di contributo a fondo perduto.
Le percentuali applicabili dipendono dalla tipologia di investimento, dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione del progetto e dal regime di aiuto applicabile.
Nella precedente edizione, a titolo indicativo, erano previste intensità differenti per interventi di efficienza energetica, autoproduzione da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, economia circolare e cambiamento fondamentale del processo produttivo.
Le percentuali definitive del Fondo Transizione Industriale 2026 dovranno essere confermate dal provvedimento attuativo.
Il Fondo Transizione Industriale 2026 rappresenta una misura da monitorare con attenzione per tutte le imprese che stanno pianificando investimenti rilevanti nella sostenibilità, nell’efficienza energetica e nell’economia circolare.
Studio Manager affianca le imprese nella fase di analisi della prefattibilità, verifica dei requisiti, progettazione dell’investimento, predisposizione della domanda e gestione della rendicontazione.
La nostra attività parte dall’analisi del progetto aziendale per individuare la soluzione finanziaria più coerente con gli obiettivi dell’impresa.
Non aspettare l’apertura dello sportello per iniziare a progettare il tuo investimento.
Contattaci per una prima analisi del progetto e verifica se il tuo investimento può essere candidato al Fondo Transizione Industriale 2026.

