Il nuovo DPCM Automotive, pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ridefinisce l’utilizzo del Fondo Automotive per il periodo 2026-2030, mettendo a disposizione 1,343 miliardi di euro per sostenere la competitività della filiera italiana dell’automotive.

Il provvedimento rappresenta un cambio di strategia rispetto ai tradizionali incentivi all’acquisto di autoveicoli, privilegiando gli investimenti industriali, la ricerca, l’innovazione e la riconversione produttiva delle imprese.

Le risorse disponibili

Il decreto ripartisce le risorse del Fondo Automotive tra il 2026 e il 2030, destinando oltre il 70% dei fondi a strumenti rivolti alle imprese della filiera.

L’obiettivo è accompagnare il settore nella transizione verso una mobilità sempre più sostenibile, connessa, autonoma e digitale, rafforzando al tempo stesso la competitività del sistema produttivo nazionale.

Investimenti per la filiera automotive

La quota più rilevante delle risorse finanzierà:

  • Accordi per l’Innovazione;
  • programmi di ricerca e sviluppo;
  • investimenti produttivi;
  • riconversione industriale;
  • sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità sostenibile.

Particolare attenzione è riservata ai progetti riguardanti:

  • nuovi sistemi di propulsione;
  • componentistica innovativa;
  • tecnologie per veicoli connessi e autonomi;
  • digitalizzazione dei processi produttivi;
  • diversificazione industriale verso tecnologie ad elevato contenuto di ricerca.

Per gli investimenti di importo inferiore a 20 milioni di euro è prevista inoltre una misura dedicata alle PMI della filiera, che sarà disciplinata da successivi provvedimenti attuativi.

Incentivi anche per i veicoli commerciali

Il DPCM introduce un programma di contributi destinato alle piccole e medie imprese per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi a basse emissioni, con l’obiettivo di favorire il rinnovo del parco circolante e ridurre l’impatto ambientale del trasporto leggero.

Le modalità operative, gli importi dei contributi e l’apertura degli sportelli saranno definiti nei successivi decreti attuativi.

Altre misure previste

Oltre agli interventi per la filiera produttiva, il piano prevede ulteriori risorse dedicate a:

  • incentivi per motocicli e ciclomotori elettrici;
  • contributi per il retrofit a GPL e metano;
  • sostegno all’installazione di infrastrutture di ricarica domestiche;
  • sperimentazioni dedicate a nuove forme di mobilità sostenibile.

In attesa dei provvedimenti attuativi

Molte delle misure previste dal decreto richiederanno specifici provvedimenti attuativi che definiranno modalità di accesso, requisiti e tempistiche per la presentazione delle domande.

Per questo motivo è fondamentale che le imprese interessate inizino fin da ora a valutare i propri progetti di investimento e a preparare la documentazione necessaria, così da poter cogliere tempestivamente le opportunità offerte dal nuovo piano.