Il MIMIT, tramite i decreti direttoriali del 13 luglio 2026 (n. 2095) e del 28 luglio 2026, ha ufficializzato i dettagli per la riapertura dello sportello relativo alla misura “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI del Mezzogiorno”. Lo sportello sarà attivo a partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e accetterà candidature fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.
La dotazione finanziaria complessiva per questa seconda finestra è di 12.449.676 euro, che rappresenta il plafond residuo non impegnato nel primo sportello (sul totale dei 50 milioni originariamente stanziati).
La misura si rivolge alle Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) regolarmente costituite e attive che realizzano il piano formativo in sedi o unità locali dislocate nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il decreto direttoriale stabilisce una clausola di esclusione assoluta per le imprese che hanno già presentato domanda durante il primo sportello (chiuso il 23 giugno 2026). L’esclusione si applica indipendentemente dall’esito della prima candidatura (inclusi i progetti che si erano collocati troppo in basso in graduatoria per essere finanziati) ed esclude la possibilità di partecipare anche proponendo un percorso formativo del tutto differente.
I piani formativi agevolabili devono concentrarsi sullo sviluppo di competenze specialistiche legate a tre macro-aree:
- Traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI).
- Tecnologie individuate dal Regolamento STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).
- Processi legati alla transizione verde e digitale.
Una quota pari al 40% delle risorse totali dello sportello rimane riservata, tramite una corsia interna dedicata, ai progetti presentati da imprese operanti nelle filiere chiave del territorio: automotive, moda, tessile e arredamento.
Misura dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto in regime de minimis e segue una logica di calcolo rigidamente standardizzata che non si basa sulla rendicontazione delle fatture tradizionali, bensì su una formula fissa che vara in base alla Regione.
Il valore complessivo del progetto deve necessariamente rispettare dei parametri dimensionali rigidi, pena la revoca totale dell’aiuto:
- Dimensione minima del progetto: 10.000 euro di costi ammissibili.
- Dimensione massima del progetto: 60.000 euro di costi ammissibili.
A seconda della tipologia di candidatura, l’intensità del fondo perduto e il tetto massimo cambiano:
- Progetto Individuale: Contributo al 50% dei costi ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro per impresa.
- Progetti Integrati Sovraregionali: Riservato a forme aggregate. L’intensità sale al 70% per micro e piccole imprese (con un contributo massimo potenziale di 42.000 euro) e al 60% per le medie imprese (tetto a 36.000 euro). Nota bene: se in un progetto aggregato un’impresa rinuncia, l’altra decade automaticamente a progetto individuale perdendo la maggiorazione.
Criteri di valutazione e graduatoria
Le istanze saranno soggette a una procedura valutativa con graduatoria di merito.

