Nuove risorse per le imprese del Mezzogiorno che investono in tecnologie 4.0, efficienza energetica e transizione digitale e ambientale. Domande dal 6 ottobre 2026.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilancia la misura Investimenti Sostenibili 4.0, destinando 447,6 milioni di euro a programmi di investimento innovativi e sostenibili realizzati dalle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno.

L’incentivo si inserisce nel Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale” FESR 2021-2027 e punta a rafforzare la competitività delle imprese attraverso investimenti ad elevato contenuto tecnologico.

La misura è destinata alle micro, piccole e medie imprese con sede nelle seguenti regioni:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sicilia
  • Sardegna

Il 25% delle risorse disponibili è riservato alle micro e piccole imprese.

Tra i requisiti previsti rientrano, tra gli altri, l’iscrizione e l’attivazione dell’impresa nel Registro delle Imprese, il regime di contabilità ordinaria e la disponibilità di almeno due bilanci approvati e depositati, oppure, per imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi.

Investimenti Sostenibili 4.0 sostiene programmi finalizzati all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e alla sostenibilità dei processi produttivi.

I progetti devono prevedere un utilizzo preponderante delle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 e possono essere finalizzati, ad esempio, all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione della produzione, alla realizzazione di prodotti nuovi o alla trasformazione del processo produttivo.

Particolare attenzione viene riservata ai progetti che contribuiscono alla transizione energetica e ambientale, attraverso:

  • riduzione dei consumi energetici;
  • utilizzo più efficiente delle risorse;
  • processi produttivi più sostenibili;
  • economia circolare;
  • interventi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

I progetti che presentano specifici elementi di sostenibilità possono ottenere un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione.

Tra le principali categorie di spesa rientrano:

  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • opere murarie, entro i limiti previsti dal bando;
  • programmi informatici e licenze collegati ai beni materiali;
  • acquisizione di certificazioni ambientali;
  • specifici servizi di consulenza specialistica;
  • diagnosi energetiche, nei casi e nei limiti previsti dalla normativa.

I programmi di investimento devono avere un valore compreso tra 750.000 euro e 5 milioni di euro e, comunque, non superiore al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, con le specifiche previste per imprese individuali e società di persone.

Il sostegno può arrivare fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di:

  • 35% di contributo in conto impianti;
  • 40% di finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato è senza interessi e deve essere restituito secondo un piano di ammortamento con durata massima di 7 anni. L’impresa deve inoltre garantire almeno il 25% della copertura finanziaria dell’investimentoattraverso risorse proprie o finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.

Il 10 settembre 2026 apertura della fase di compilazione della domanda, mentre le domande potranno essere inviate dal6 ottobre 2026.

La procedura è gestita da Invitalia per conto del MIMIT e le domande saranno valutate secondo le modalità previste dalla misura e dall’ordine cronologico di presentazione, dopo la verifica preliminare di ammissibilità.

Tra le novità dell’edizione 2026 figurano inoltre il riferimento alla nuova classificazione ATECO 2025, l’introduzione del requisito relativo all’assicurazione contro calamità naturali ed eventi catastrofali, quando applicabile, e il superamento dell’obbligo di presentare i preventivi già in fase di domanda.